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Russia: il partito di Putin si aggiudica le elezioni “meno libere”

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di Cristina Mantovani

Violenze, brogli, repressioni contro ogni forma di opposizione, una campagna elettorale all’insegna del terrore, respirato fino alla chiusura delle urne in Russia.

Russia Unita si aggiudica le elezioni parlamentari confermando la leadership di ferro del suo leader Vladimir Putin che dura da oltre vent’anni. Le “elezioni meno libere”, così sono state definite le votazioni conquistate da Putin con il 48% delle preferenze.

Russia Unita confermato come primo partito 

Una vittoria scontata, tutti i candidati sono stati esclusi da una minima possibilità di poter insediare un loro governo. Arrestati, costretti a fuggire, una linea dura da parte del governo nei confronti di ogni forma di opposizione.

Russia Unita si conferma al governo con il 48% dei voti a favore, al secondo posto si posiziona il Partito Comunista con il 20% seguito dal Partito Liberal-Democratico con il 7,6% e da Russia Giusta, partito di centro sinistra, con il 7,4%. 

Alle elezioni svoltasi tra venerdì e domenica, i cittadini russi hanno votato per rinnovare i 450 seggi della camera bassa, la Duma, del Parlamento. Nelle elezioni precedenti il partito di Putin non ha mai avuto problemi, mantenendo un consenso medio alto (elezioni 2016 54,2% di preferenze). Nel corso dell’ultimo anno ha dovuto affrontare difficoltà economiche, scandali che hanno coinvolto dirigenti di partito, e la pandemia da COVID-19. Tutti questi problemi hanno colpito il partito, provocando una crisi di consenso e la perdita di molti elettori fedeli. 

Durante lo svolgimento delle elezioni i partiti di opposizione hanno tentato di denunciare le irregolarità all’interno dei seggi. In molti di questi sono state contate molte più schede elettorali rispetto al numero dei votanti. Voti di scambio, sorveglianza inesistente consentendo a chiunque di entrare nei seggi e manomettere i voti. 

 

 

Putin: una forte repressione contro le opposizioni

Nell’ultimo anno la perdita di consenso ha messo in guardia Putin dall’esito delle elezioni. Ha cercato di mettere fuori gioco i partiti di opposizione più forti, in modo da aggiudicarsi comunque la maggioranza dei seggi in Parlamento.

Ricordiamo tutti il caso Navalny, quando il movimento politico fu addirittura dichiarato illegale dal tribunale di Mosca, definendolo “estremista”. 

Il leader del movimento Alexsei Navalny ha scampato un tentativo di avvelenamento dalle forze di sicurezza russe e attualmente si trova ancora in prigione. 

L’ultimo tentativo di opposizione bloccato dal governo russo veniva sempre dal movimento politico di Navalny. Chiamato il “Voto intelligente” consisteva in un’app contentente una lista di candidati, creata con l’obiettivo di accumulare più voti possibili contro Putin. I servizi di sicurezza hanno bloccato subito le operazioni di voto, cancellando tutte le campagne di comunicazione dai social.

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